Termografia a regola d’arte: le norme tecniche che garantiscono la tua relazione

In un mondo dove chiunque può scaricare un’app o comprare una termocamera economica, la differenza tra un “gioco” e una diagnosi professionale la fanno le regole. Per Termografia Maleo, seguire le norme tecniche non è un optional: è il modo per garantirti che la ricerca della tua perdita d’acqua o del tuo spiffero sia basata sulla scienza e non sull’intuizione.

Esistono tre pilastri normativi che definiscono come deve essere fatta un’analisi termografica seria sugli edifici. Ecco quali sono e perché ti proteggono.

UNI EN ISO 6781-1: la procedura generale per calore, aria e umidità

Questa è la norma più recente (aggiornata al 2023) ed è considerata la “guida universale” per noi tecnici. Stabilisce le procedure generali per rilevare irregolarità termiche, passaggi d’aria non voluti e problemi di umidità.

  • cosa dice: definisce i requisiti minimi per l’attrezzatura e, soprattutto, come devono essere condotte le ispezioni per essere considerate valide.
  • perché è importante per te: garantisce che l’analisi venga fatta in condizioni ambientali corrette. Non si può fare termografia “a caso” in qualsiasi momento: serve il giusto gradiente termico. Seguire questa norma significa che il report che ti consegno via whatsapp ha un valore tecnico reale.

UNI EN 13187: rilevamento qualitativo delle irregolarità termiche

Questa norma è storica ma ancora fondamentale. Si concentra sulla qualità dell’involucro edilizio: in parole povere, serve a trovare dove manca l’isolante o dove ci sono difetti di costruzione nel muro.

  • cosa dice: specifica un metodo a infrarossi per determinare la posizione delle irregolarità nella struttura. Non misura “quanto” calore esce, ma “dove” esce in modo anomalo.
  • perché è importante per te: è la norma perfetta per le relazioni tecniche pre-acquisto. Se stai comprando casa, applicare questo metodo permette di scoprire se il cappotto termico è stato posato male o se ci sono vuoti d’aria che ti faranno spendere una fortuna in riscaldamento.

UNI EN ISO 13788: evitare condensa e muffa superficiale

Questa norma non parla solo di termografia, ma di fisica igrotermica. È quella che uso per calcolare se la temperatura di una tua parete è a rischio “punto di rugiada”.

  • cosa dice: stabilisce i metodi di calcolo per capire se la temperatura superficiale interna è sufficiente a evitare l’umidità critica e la condensazione.
  • perché è importante per te: è fondamentale per risolvere i litigi tra inquilini e proprietari o per capire se una macchia è dovuta a una perdita (infiltrazione) o a un difetto di isolamento (ponte termico). Grazie a questa norma, posso dirti con certezza scientifica se devi accendere di più il riscaldamento o se è il muro che ha bisogno di un intervento tecnico.

Perché scegliere un metodo normato?

Seguire queste tre norme è ciò che mi permette di applicare la mia filosofia di lavoro: paghi solo se trovo la causa. Senza un metodo rigoroso, la ricerca perdite sarebbe un terno al lotto.

Nel mio laboratorio di Maleo, uso i modelli in scala 1/10 proprio per testare questi principi fisici: simulo le irregolarità previste dalla UNI EN 13187 e i fenomeni di condensa della ISO 13788 per affinare la precisione dei miei strumenti prima di portarli a casa tua.

UNI EN 16714 (Parti 1, 2 e 3): il rigore sullo strumento e sulla prova

Se le norme precedenti indicano dove cercare i difetti, la serie UNI EN 16714 stabilisce come deve funzionare l’indagine termografica per essere considerata una prova non distruttiva (PND) valida a tutti gli effetti. Si divide in tre parti complementari:

  • Parte 1 (Principi generali): definisce la metodologia corretta per condurre l’esame termografico, evitando errori di interpretazione dovuti a riflessi o variazioni termiche ingannevoli.
  • Parte 2 (Prestazioni dell’apparecchiatura): specifica i requisiti minimi che la termocamera deve possedere (risoluzione, sensibilità NETD, calibrazione). È la norma che separa una termocamera professionale da uno strumento amatoriale.
  • Parte 3 (Termini e definizioni): uniforma il linguaggio tecnico per fare in modo che i parametri radiometrici descritti nel report siano inequivocabili per qualsiasi perito o tribunale.

Gli standard di competenza nelle Prove Non Distruttive (PND)

Nel settore della diagnostica strumentale non conta solo l’attrezzatura, ma la competenza nell’interpretare i termogrammi. I quadri normativi di riferimento per gli operatori termografici sono:

  • UNI 11931 (Edilizia e Beni Culturali): è la norma specifica introdotta in Italia per la qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive nel settore dell’ingegneria civile e del patrimonio edilizio. Rappresenta il riferimento più mirato per le perizie su edifici e involucri.
  • UNI EN ISO 9712: lo standard generale riconosciuto a livello internazionale per la qualificazione del personale addetto ai controlli non distruttivi in ambito industriale e multisettoriale.
  • ISO 18436-7: lo standard mondiale di riferimento per la termografia applicata al monitoraggio dello stato e alla diagnosi predittiva di macchinari, impianti tecnologici e quadri elettrici.

Parametri ambientali e metodo peritale: UNI 10349-1 e UNI 11867

A completamento della perizia, entrano in gioco due norme di supporto metodologico:

  • UNI 10349-1: fornisce i dati climatici convenzionali (temperature medie, irraggiamento solare, umidità relativa). Serve a calcolare il corretto gradiente termico necessario per rendere attendibile la diagnosi energetica sul fabbricato.
  • UNI 11867: fornisce le linee guida di riferimento per l’esecuzione di rilievi strumentali diagnostici e la redazione di perizie tecniche oggettive nel settore delle costruzioni.

Un riscontro tecnico chiaro, pratico e immediato

Oltre alla strumentazione professionale ad alta risoluzione, ti offro un servizio trasparente e concreto:

  1. Dati oggettivi: nessuna ipotesi a occhio. Ogni anomalia viene individuata tramite immagini termiche radiometriche reali che evidenziano con chiarezza differenze di temperatura, umidità o dispersioni.
  2. Zero rischi: se durante il sopralluogo non individuiamo l’origine del problema, la prestazione non la paghi.
  3. Report immediato: ricevi la documentazione fotografica con le immagini termiche, i riferimenti visivi e la spiegazione tecnica direttamente su WhatsApp o via email.

Hai un dubbio su un’infiltrazione o sospetti un difetto di isolamento?

Non affidarti al caso o a demolizioni preventive: individua subito la causa esatta con un’indagine termografica dedicata.

Scrivimi ora su WhatsApp per valutare insieme il tuo caso!